Un "certo" mio amico avrebbe esclamato:
Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte il quardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quiete
io nel pensier mi fingo; ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare.
Qualcosa di me
All'anagrafe c'è scritto:
Mazzanti Romualdo, di Mazzanti Agostino e di Batassa Gemma, volgarmente detta "Gemmetta", per la sua statura: ma una cosa è certa, che o bassa o alta, sempre una "gemma" è!.
Nato in un piccolo paesino agricolo, nomato Fiore di Todi, sotto il sole splendente che riscalda la verde Umbria, nell'anno di grazia 1939 ed ho cominciato a "strillare" ad aprile, sotto la congiunzione astrale del "cornuto" Ariete, circa alle ore quattro del mattino del giorno 11. Battezzato, secondo la Fede Cattolica di Roma, al Tempio di Santa Maria della Consolazione di Todi, attribuito al Bramante, mi fu imposto il nome di Romualdo, scelto da "Mamma" perchè il Padrone del fondo agricolo dove prestava opera mio padre, un certo Panzetta, era molto bello e sapeva suonare l'organetto per allietare le feste danzanti, allestite sull'aia padronale.
Certo, se avesse saputo il significato, non sarebbe stata così superficiale:
Romualdo deriva dal gotico, ed è documentato, fin dal VII secolo D.C. nella forma latina medievale, come Romualdus.
E' composto da Haroma "gloria" e Vald "regnare": quidi può essere tradotto come "Re Glorioso".
Orbene, i latini dicevano: "momen omen", nel nome c'è il destino e, siccome io non sono né un Re né tantomeno Glorioso,
ditemi voi, or dunque: dove ho sbagliato?
Però, a pensarci bene, la possibilità di imitare il "Romualdo" famoso, che per la Chiesa Cattolica, è il Fondatore dell'Eremo di Camaldoli, ci sarebbe stata: da adolescente, ho compiuti gli studi classici, presso il Convento dei Cappuccini di Spoleto e sarei diventato, se non avessi abbandonato, un Pastore e "Conduttore" di anime e forse, se avessi seguito il mio Direttore Spirituale, Padre Adalberto da Gubbio che è stato vescovo emerito di Manaos, ora sarei un Missionario in Amazzonia e, certamante, sarei stato promosso "Santo", sul campo!
Da grande ho svolto la mansione di Educatore presso un Istituro per disabili di Roma.
Ora (2023) pensionato, sto percorrendo il mio luminoso Viale del Tramonto, supportato dal calore dei miei familiari.
Parliamo ancora di me
Fisicamente, abbiamo appurato che sono provvisto di due gambe, due braccia, una testa, un tronco, perfettamente modellati in un armonico "quid", non eccessivamente bello ma passabile, fondamendalmente sano e perciò adatto a condurre, da protagonista, una vita del tutto privilegiata: come del resto ho fatto, alla faccia di chi mi vuole male e che mi invidia. (sic)
Ma il mio io, la mia essenza, il mio quid: Cosa è ? Chi é ?
Sicuramente sono un essere pensante: "cogito ergo sum", "Penso, quindi sono"; "nihil novi sub sole", " niente di nuovo sotto il sole", lo aveva già sancito, nel seicento D.C. il filosofo francese, René Descartes, conosciuto in Italia come Cartesio, nel suo "Discours de la Méthode".
Dunque: sono un essere pensante, sì io, penso e sono autonomo: non ho bisogno di pigiare il tasto "enter" per eseguire l'algoritmo del pensiero:
(Non agisco come la tanto declamata Intelligenza Artificiale, una enorme jattura per i pensanti di suo!.
A tal proposito, una mia piccola chiosa: il bambino quando la madre gli dice vai a prendere il latte, lui va, sceglie, paga, saluta, se è bene educato, torna a casa, scalda, beve e fa colazione: ma se tu ordini all'AI di andare comperare il latte, lui va e rimane al bar come un cretino, se non gli ordini tutte queste azioni. Naturalmente, il "bravo programmatore" avrà elencato tutte le voci collegate al latte: da dove viene, chi lo produce, che uso se ne fa... ma se il "bravissimno elaboratore" per uno sbaglio di circuito o magari con le pile un pò a terra, elabora che il latte si ricava dalla mungitura della mucca.... che fa? va a mungere la mucca del contadino vicino?)
Ma lasciamo perdere, domanda è: io davvero sono cresciuto per espletare al meglio la mia Missione?
E perchè nasciamo?
In primis, secondo il diktat imposto da Madre Natura, ognuno deve riprodursi, per ottemperare al " de rerum naturae" "La natura delle cose" di Lucrezio , onde evitare l'estinzione della specie umana.
Anche secondo la Religione Ebraica: "Dio creò l'uomo a sua immagine: a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò.
Dio li benedisse e disse loro: "siate fecondi e moltiplicatevi e riempite la terra".(Genesi: 27-28)
Se così fosse, l'uomo dovrebbe stare tutti i giorni a generare: cosa, in realtà, che gli è riuscita benissimo, se siamo arrivati ad essere circa 8 miliardi
di individui a tutt' oggi! (anno 2023).
Ma, per fortuna, c'è chi la pensa diversamente...
"considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti
ma per seguir virtute e canoscenza."
Dante Alighieri (XXVI canto dell'Inferno, v. 117-119)
Ma che significa "seguir virtute e canoscenza"?
In questa sede, mi limiterò a citare solo quello che suggerisce la mia Religione, l'Apostolica Romana, che fa suo il monito del Maestro Gesù di Nazareth, il quale, nel Vangelo Secondo Matteo (25, 14-30) nella parabola dei Cinque Talenti, narra di un signore che, prima di affrontate un lungo viaggio, lascia dei soldi ai suoi servitori: a chi cinque talenti, a chi due o tre e così via: tutti questi hanno cercato di far fruttificare il capitale.
Quello, invece, che aveva ricevuto un solo misero "centesimo", l'ha sotterrato per non perderlo, beccandosi la dura reprimenda del padrone:
"servo malvagio e infingardo, sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso"
.......omissis
"il servo fannullone gettatelo fuori nelle tenebre: là sarà pianto e stridore di denti".
C'è poco da capire: noi in questa terra siamo solo ospiti di passaggio, magari chi per pochi weekend, chi anche per cento o di più. Ma ciò non toglie che sempre ospiti siamo e che dobbiamo rispettare e tramandare la meravigliosa natura, per chi viene dopo: anche lui ospite come noi con tutti i doveri e tutti i diritti, per questa "Vacanza a cinque stelle".
Perchè la vita è una meravigliosa "Vacanza": che non ci sia alcuno che pensi di poterla trasformare in una "Guerriglia"!
Questo autoritratto l'ho concepito,
verso gli anni trenta della mia vita:
volevo vedere i cambiamenti operati dall' età.
Credetemi: alla soglia degli ottanta sono proprio peggiorato!
Ciao!
Ciao!
Sic transit gloria Romualdi
(non dopo aver gustato l'ultimo grappino
rigorosamente bianco!)
Per chi resta spero sempre felicemente:
lapide per la mia tomba
vi lascio il mio "Sorriso delle Feste" e la musica di gioia
che ha allietato la mia vita...